• J.C. CASALINI

LA CHIESA GIOCA A MONOPOLI?

La recente apertura del Papa alle Unioni Civili per i Gay nel docufilm 'Bergoglio' presentato al festival del Cinema di Roma quest'anno non capita a caso. Ogni apertura verso l'uguaglianza dei diritti di tutti gli esseri umani senza distinzione di gender va certamente apprezzata, soprattutto quando arriva da una istituzione religiosa che per secoli ha fatto della morale il presupposto per un rigore sessuale, capace di insinuare ogni senso di colpa alla popolazione. Sembrerebbe un tentativo di redenzione dopo tanta sofferenza inflitta? No, la dichiarazione è capitata con sincronicità con lo scandalo immobiliare dell'Apsa, società di gestione dell'intero patrimonio della Santa Sede, di proposito come il suono in

tempo utile di una campanella a fine round nel ring mediatico pronto a diventare intenso e spietato. Il non più fidato Cardinale Becciu, sospettato di un losco giro di denaro e di interessi privati che poco hanno a che vedere con lo spirito caritatevole di ogni curia, ha dovuto rassegnare le dimissioni di fronte alle indagini che hanno portato alla luce le dubbiose speculazioni edilizie e immobiliari della Santa Sede fino all'arresto del finanziere G. Torzi. Una losca trama che, se non fosse stata soffocata dal diversivo di Bergoglio sul possibile riconoscimento di famiglie omosessuali, avrebbe fatto tremare lo Stato Pontificio fino alle sue fondamenta, già compromesso dopo il lungo conflitto legale sugli abusi sessuali di preti pedofili. Il Vaticano è una delle più importanti holding immobiliare mondiali con oltre 115.000 proprietà sparse in tutto il mondo, quindi non c'è da stupirsi se vengono stipulati contratti immobiliari o decisi investimenti per la stessa sopravvivenza finanziaria dello Stato perché, come qualsiasi altra nazione, esso deve fare quadrare i conti nel proprio bilancio. È criticabile piuttosto il fatto che lo debba fare in totale assenza di trasparenza e ci si indigna per i brokers, legali e consulenti oscuri che roteano attorno a ogni operazione speculativa all'interno dei palazzi vaticani. Le remunerazioni a suon di parcelle con vari zeri e regalie varie hanno anche avuto l'interesse di prelati poco propensi all'umiltà e alla rinuncia dei piaceri terreni. È il terribile gioco degli sciacalli che sfruttano le debolezze umane. E così succede che Vicolo dei Corti, la casella del Monopoli tanto ambita dai poveri ludici 'pellegrini', è diventato l'irraggiungibile fabbricato civico 60 di Sloane Avenue, antico magazzino di Harrods nell'esclusivo quartiere di Chelsea a Londra. Per un fedele che ha riposto la propria fiducia all'intermediario ecclesiastico per entrare in connessione con il suo 'Dio', scoprire oggi che il suo obolo è stato sottratto dalla cassa per i poveri per diventare parte di un fondo di investimento milionario, deve essere uno shock da cui è ben difficile riprendersi perché il suo credere si fonde con la convinzione dell'inviolabile sacralità della Chiesa, oggi venuta meno. Chi ha ben chiara la natura dell'uomo sa bene che l'avidità, il controllo e il potere sono il lato 'bestiale' della sua esistenza terrena; sono 'codici macchina' di un programma che ritroviamo installato nella nostra mente sin dalla nascita. Per esistere si deve ricevere. Questa semplice legge 'universale' a cui non possiamo sottrarci si trova ad ogni livello, sia corporale che corporativo, familiare, societario e patriotico. La Chiesa, essendo anch'essa un organismo, non è esente dalla corruzione. Probabilmente non lo è mai stata sin dalle sue origini

'post-settarie'. Così come è nella natura umana cadere nella facile tentazione di non curarsi del prossimo per ottenere un profitto, anche un'organizzazione dedita all'assistenza dei poveri può essere vulnerabile alla propria inclinazione malvagia se non rimane coerente alla dedizione altruistica. Papa Francesco conosce bene la sfida che ha davanti a sé: deve rivelare il male all'interno delle mura vaticane ed esterno ad esse viziate dal potere ammaliante del denaro per riuscire a trasformarlo in una forza benevole.

Soltanto allora riuscirà a instradare il Cristianesimo con decisione nel terzo millennio insieme alle altre religioni abramitiche con amorevole predisposizione al sincretismo e alla pacifica unificazione dell'umanità auspicata da tutti, credenti e non credenti.

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