• J.C. CASALINI

IL SILENZIO

In questi giorni di angoscia ci si sveglia al mattino restando sorpresi dal profondo silenzio. Nella presenza del silenzio, l’assenza del rumore. Commuoviamoci del nulla che ci da il suo acustico buongiorno. Teniamo spenta la tv pur di non interrompere la magia della quiete con i vociferanti giornalisti od opinionisti sempre alla ricerca di visibilità. Evitiamo il chiasso e il frastuono delle parole inutili e dannose. No, oggi il silenzio suggerisce di restare zitti, di non discutere dell’odio, di lasciare correre i dissapori e di evitare il confronto delle proprie vanità. Niente trambusto, fracasso, schiamazzo, gazzarra, rombo, baraonda, baccano, cagnara che fanno solo confusione e ci lasciano in balia delle nostre sollecitate passioni incontrollabili. Perdiamoci invece nel leggero ronzio della propria attività cerebrale, del suono sottile del flusso sanguigno o del battito del cuore. Ritroviamo il contatto con il nostro corpo e, da questa rinnovata consapevolezza fisica, procediamo al di sopra della ragione e lasciamo correre la nostra immaginazione o scorrere i nostri ricordi.

Mia madre, Annette, offriva il silenzio amorevole quando riceveva gli ospiti in casa. Lei ci ha lasciato anni or sono, tuttavia ancora oggi gli amici che erano soliti farci visita ci rammentano come lei riuscisse a comunicare attraverso la dolcezza dello sguardo. Lo faceva con estrema naturalezza e semplicità. Consentiva a tutti di entrare in empatia con lei. Nel silenzio ricercato, sorridevano tutti, avendo capito il significato della connessione ad un livello superiore.

Nel sottofondo svuotato, approfittiamo del nostro raccoglimento per pensare alla grande forza del silenzio. Il silenzio calma gli animi quando frutto di una buona intenzione: è la prova



della nostra reciproca azione, è il rispetto della comune sofferenza, è la mutua garanzia di un popolo unito, è la testimonianza della responsabilità di ogni cittadino.

Godiamoci l’ossimoro del ‘silenzio ascoltato’ perché è negli opposti che si manifesta ogni esistenza. Tra il nascere e la morte cogliamo la vita. Noi che dovremmo proteggerla e onorarla ogni giorno, la offendiamo, la insultiamo, la denigriamo, la disprezziamo agendo nell’effimero per dar spazio alla banalità.

Risiede nella calma la Pace. Il motivo? Il silenzio è quanto di più prossimo alla vibrazione basica, unica e in attesa, il Tutto allo stato primordiale della creazione, Noi uniti in una sola anima prima di frammentarci e dividerci nel nostro mondo ‘terreno’.

Nel silenzio fondiamo le nostre individualità.

Equo, inaudibile, sottile.

Noi, il Tutto, il silenzio.

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