• J.C. CASALINI

UNA VITA SPEZZATA

Rattrista sempre leggere la notizia di una vita spezzata, ancora di più quando è quella di un ragazzo. Ugo era minorenne, ma sapeva bene a cosa andava incontro. Indossava il casco per non farsi riconoscere. Non conosciamo ancora la dinamica e rischiamo di farci travolgere dai nostri sentimenti genitoriali, venuti meno invece nell’educazione di Ugo. Se devo per forza trovare il motivo di un proiettile conficcato nella nuca di Ugo e ripercorrere all’indietro la successione di cause ed effetti, arrivo dapprima ai parenti della vittima incapaci di instradare il loro figlio nella retta via.

Gli stessi hanno poi devastato un pronto soccorso, ossia un bene comune di tutti noi. Hanno pure attaccato la caserma dei carabinieri. Delinquenti, violenti, egoisti? Parliamo di individui che devono ancora ‘vivere’. Nel risalire la sequenza causa effetto ci perderemmo in discussioni su una società allo sfascelo fino anche sulle origine di ogni cosa dove una piccola increspatura gravitazionale ha proiettato ieri un proiettile sulla nuca di Ugo.



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