• J.C. CASALINI

"NON MI IMPORTA NULLA DEGLI ALTRI!"

Aggiornato il: mar 14

Questo devono aver pensato i fuggitivi dalle aree prossime a diventare ‘zona rossa’ per decreto. Si sentivano fortunati di essere stati informati in anticipo da qualche scaltro giornalista o da qualche politico bastian contrario a qualsiasi azione di governo. Si accodavano in autostrada con la speranza di superare i posti di blocco che da lì a poco si sarebbero attivati. Correvano i codardi per assicurarsi per primi il biglietto del treno. Ammassati nei corridoi dei vagoni affollati, si sentivano invincibili, intoccabili, invulnerabili.

Non hanno considerato i rischi di una vicinanza forzata durante il viaggio. Nel loro inconscio

hanno un concetto della separazione con l’altro basata sulla diffidenza, finanche al disgusto che li porta a credere di avere una sorta di tuta biohazard immaginaria. Essi hanno coltivato da sempre in loro una superiorità nei confronti dell’altro. Si sentono eletti per diritto, gli stolti. Ritengono che a loro tutto sia dovuto. Sono gli stessi che hanno svuotato i supermercati alle prime avvisaglie del focolaio nostrano. Non agiscono per panico come molti vogliono farci credere per spiegare una emotività incontrollata. Questo è corretto in parte, ma serve solo a sospendere per convenienza ogni giudizio sui nostri comportamenti irrazionali. Per comprendere la follia dei fuggitivi dobbiamo sapere che sono in balia del loro ego smisurato. Si credono furbi, non sanno invece di essere prigionieri delle loro passioni animalesche. Non si sono posti il problema di mettere a rischio l’incolumità dei loro cari da raggiungere; ecco che la loro imbecillità si esprime in tutta la sua potenza. Soggiogati dall’amor proprio non hanno spazio per l’amore familiare sincero di chi riceve ma che da. Il regalo che rischiano di donare al loro arrivo è un contagio. Non possiamo pretendere che comprendano la differenza tra amor proprio (in trappola con l’oggetto di se stessi) e l’amore fraterno fatto di responsabilità e di solidarietà, figuriamoci con l’amore universale. Pretenderemmo troppo. Siamo noi gli altri per loro: ‘noi’ che ci dissociamo dal loro atto egoistico, noi che riusciamo addirittura a giustificarli.



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