• J.C. CASALINI

"IL MONDO NON SARÀ PIÙ LO STESSO!"

Aggiornato il: mar 27

Questa affermazione sentita più volte può essere vera in un senso o nell’altro. Tutti noi propendiamo verso il bene perché aneliamo alla felicità. La nostra vita cambierà in meglio se sapremo cogliere i lati positivi della crisi. Ogni crisi offre la sua opportunità di cambiamento, ma questa a differenza delle altre coinvolge tutti in ogni angolo del mondo. Si è propagata in modo sequenziale, avendoci fatto vergognare dei nostri pensieri maligni verso l’altro quando questa risultava lontana. Questo è un bene perché la vergogna ci corregge, salvo essere ottusi. Oggi, con la crisi arrivata fino alle porte di casa nostra abbiamo l’occasione di percepire e vivere la solidarietà: i condomini si organizzano per la spesa degli anziani, ci preoccupiamo dei vicini di casa, ci commuoviamo per i medici e gli infermieri che lottano in prima fila, partecipiamo alla raccolta fondi, soffriamo delle disgrazie altrui, inviamo e

riceviamo materiale per contenere il virus, a distanza, certo, ma è già qualcosa verso l’entanglement emotivo e quindi verso l’altruismo. Nel tempo e spazio ritrovato, riusciamo a dedicarci alle nostre passioni e ai nostri hobby, a scoprire il piacere della lettura e quindi della conoscenza, a dialogare con i propri figli. Oggi respiriamo l’aria pulita e comprendiamo la verità sull’inquinamento che è il risultato del traffico e non delle nostre caldaie. Quest’anno sentiremo il profumo dei fiori che sbocciano. Questa crisi è un dono perché può essere lo spunto per analizzare il nostro impatto ambientale. Nella valorizzazione del tempo ritrovato, poniamoci domande sulla nostra esistenza, sul significato della vita. Presi come eravamo dai nostri impegni quotidiani non ci siano resi conto dei nostri automatismi, dei nostri condizionamenti legati a ritmi sempre più serrati, delle competitività imposte da scuole di pensiero economiche disumane, sostenute da politiche scellerate e dai nostri egoismi irrispettosi verso la Natura. La Natura sta inviandoci un segnale. Interpretiamolo. Questa è l’occasione per scoprire quanto siamo interdipendenti l’uno con l’altro. Stiamo scoprendo come siamo accomunati dalla stessa sorte e quindi uguali. Non importa cosa siamo o cosa facciamo, conta la felicità degli altri, così come la nostra. Sta a noi, nel superamento della crisi, ritrovare la connessione benevole e instradarci verso una nuova società evoluta.

Benvenuta primavera


Spring, 1969 oil on canvas, 70x100 cm Annette Lotentzen Casalini (1942-2004)

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